L'esterometro nasce come comunicazione periodica separata delle operazioni con controparti estere, che non passavano per la fatturazione elettronica. Oggi quell'adempimento è confluito nel flusso ordinario: i dati delle operazioni transfrontaliere si trasmettono a SDI usando gli stessi file XML della fattura elettronica.

In pratica: per le vendite verso l'estero emetti una normale fattura elettronica con codice destinatario "XXXXXXX"; per gli acquisti dall'estero trasmetti un'autofattura o un'integrazione con i tipi documento TD17, TD18 o TD19, entro i termini previsti. Il termine "esterometro" sopravvive nel linguaggio comune, ma di fatto oggi indica questo invio dati via SDI.

L'errore più comune è pensare che l'estero sia "fuori" dalla fatturazione elettronica e dimenticare la trasmissione dei dati, soprattutto per i piccoli acquisti da piattaforme online: abbonamenti software, pubblicità, hosting. Ogni acquisto estero non comunicato è una potenziale sanzione. Se lavori regolarmente con clienti o fornitori esteri, definisci la procedura corretta insieme al tuo commercialista.