Salta al contenuto

Ritenuta d'acconto

Anticipo d'imposta che il cliente trattiene sul compenso del professionista, di norma il 20%, e versa allo Stato per conto suo.

La ritenuta d'acconto è un anticipo sulle imposte del percettore che il cliente trattiene dal compenso e versa allo Stato per suo conto. Chi la applica si chiama sostituto d'imposta: imprese, professionisti con partita IVA, enti, condomìni. Un cliente privato senza partita IVA non è sostituto d'imposta e quindi non trattiene nulla.

Quanto vale

Sui compensi di lavoro autonomo l'aliquota ordinaria è il 20% e si calcola sull'imponibile, non sul totale della fattura. Le provvigioni di agenti e rappresentanti seguono una regola diversa, con la trattenuta applicata solo su una parte della provvigione: è spiegata nella voce ENASARCO e nelle pagine dedicate agli agenti.

Un esempio con i numeri

  • Compenso imponibile: 1.000,00 euro
  • IVA 22%: 220,00 euro
  • Totale fattura: 1.220,00 euro
  • Ritenuta 20% su 1.000: 200,00 euro
  • Netto a pagare: 1.020,00 euro

Il cliente ti bonifica 1.020 euro e versa 200 euro all'erario con il modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento. Quei 200 euro non sono persi: si scaricano dalle imposte nella dichiarazione dei redditi.

Chi non la subisce

Chi applica il regime forfettario è escluso: in fattura va indicato che il compenso non è soggetto a ritenuta, richiamando la norma del regime. Lo stesso vale per chi è rimasto nel vecchio regime di vantaggio. Se un cliente distratto applica comunque la ritenuta a un forfettario, il recupero passa da una richiesta di rimborso o dal riconoscimento in dichiarazione: molto più semplice prevenire, scrivendo la dicitura in modo visibile.

La certificazione unica

Entro la primavera dell'anno successivo il cliente deve consegnarti la Certificazione Unica con i compensi corrisposti e le ritenute operate. È il documento che il commercialista usa per far quadrare i conti: conviene chiederla se non arriva, perché senza si rischia di non scaricare ritenute già subite.

Errori comuni

  • Calcolare il 20% sul totale fattura invece che sull'imponibile.
  • Applicare la ritenuta con clienti privati, che non sono sostituti d'imposta.
  • Dimenticare la dicitura di esclusione quando si è forfettari.
  • Scambiare la ritenuta con il contributo integrativo della cassa, che segue regole opposte.

Come funziona in ProFattura

La ritenuta si imposta per riga o per documento, il netto a pagare viene calcolato da solo e i totali annui restano consultabili quando arriva il momento della dichiarazione. Per i forfettari la dicitura corretta è già pronta. Tutti i casi sono nella guida alla ritenuta d'acconto, e per un calcolo veloce c'è il calcolatore della ritenuta.

Vuoi approfondire? Leggi la guida completa →

Voci correlate

  • Cassa previdenziale — Ente previdenziale di categoria a cui sono iscritti i professionisti con albo: raccoglie contributo soggettivo e integra...
  • Contributo integrativo — Percentuale che il professionista iscritto a una cassa addebita al cliente in fattura e riversa all'ente: non è suo redd...
  • F24 — Modello unificato con cui si versano imposte, contributi e tributi locali, con la possibilità di compensare i crediti di...
  • Regime forfettario — Regime fiscale agevolato per piccole partite IVA: niente IVA in fattura, reddito calcolato con un coefficiente e imposta...

← Torna al glossario

Dalla teoria alla pratica

Con ProFattura emetti fatture e preventivi conformi senza dover ricordare ogni sigla. Le fatture ricorrenti partono da sole verso SDI: tutto incluso in un solo piano.

Registrati gratis →

12 mesi gratis
senza carta di credito

Crea l'account gratis