Il preventivo inviato non è la fine

Molti lavori si perdono non perché il preventivo era sbagliato, ma perché non c'è stato un follow-up. Un promemoria gentile al momento giusto può fare la differenza tra un lavoro chiuso e uno dimenticato.

Quando fare il follow-up

  • Primo follow-up: dopo 3-4 giorni lavorativi dall'invio. Abbastanza presto da essere ancora "caldo", non così tanto da sembrare assillante.
  • Secondo follow-up: dopo circa una settimana dal primo, magari ricordando la scadenza di validità del preventivo.
  • Ultimo contatto: alla scadenza dell'offerta, per chiudere il cerchio.

Cosa dire (e cosa no)

Il tono giusto è utile, non insistente. Invece di "ha deciso?", offri valore: chiedi se servono chiarimenti, se vuole modificare qualcosa, se ci sono dubbi sul preventivo. Ricorda con naturalezza la scadenza di validità.

"Ciao [nome], volevo assicurarmi che il preventivo ti sia arrivato e fosse chiaro. Se vuoi modificare qualche voce o hai domande, sono a disposizione. Ti ricordo che l'offerta è valida fino al [data]."

La scadenza di validità aiuta

Un preventivo con una scadenza dà un motivo naturale per il follow-up e crea una leggera urgenza. È uno dei motivi per cui conviene sempre indicarla (vedi come scrivere un preventivo).

Rendi facile il sì

Più è semplice accettare, più è probabile che accada. Un preventivo che si firma online in pochi secondi abbatte l'attrito. Con ProFattura il cliente firma dal telefono e tu vedi quando lo ha aperto. Altre guide sui preventivi.