Credito d'imposta
Somma che il contribuente vanta verso l'erario e che può usare in compensazione per pagare altri tributi o chiedere a rimborso.
Un credito d'imposta è una somma che lo Stato deve al contribuente. Può nascere da versamenti superiori al dovuto, da un'IVA sugli acquisti maggiore di quella sulle vendite, da ritenute subite più alte dell'imposta dovuta, oppure da agevolazioni riconosciute per legge, come quelle su investimenti, formazione o ricerca.
Le due strade: compensare o chiedere il rimborso
- Compensazione: il credito si usa nel modello F24 per pagare altri tributi o contributi. È la via più rapida, perché non richiede attese.
- Rimborso: si chiede all'Agenzia il pagamento del credito. I tempi sono più lunghi e in alcuni casi serve una garanzia, ma è l'unica strada quando i debiti da compensare non ci sono.
I limiti da conoscere
La compensazione non è libera. Per i crediti IVA sopra una certa soglia annua serve il visto di conformità apposto da un professionista abilitato; il modello con compensazioni va trasmesso tramite i canali telematici dell'Agenzia; la compensazione è preclusa a chi ha debiti erariali iscritti a ruolo oltre un limite, finché non li definisce. Esiste inoltre un tetto annuo complessivo ai crediti utilizzabili.
I crediti agevolativi
I crediti riconosciuti da norme di favore hanno regole proprie: codici tributo dedicati, anno di riferimento specifico, spesso l'obbligo di indicarli in dichiarazione nel quadro dei crediti e, per alcuni, comunicazioni preventive. Usarli senza rispettare la procedura espone al recupero con sanzioni, anche quando il diritto sostanziale c'era.
L'errore più frequente
Compensare un credito che non risulta ancora dalla dichiarazione, o indicarlo con un codice tributo diverso da quello corretto. Il modello viene scartato o il pagamento risulta non effettuato, con la conseguenza di un omesso versamento a cascata su tutto ciò che era nello stesso F24.
Chi è in forfettario
Chi applica il regime forfettario non matura crediti IVA, perché non detrae l'imposta. Può però trovarsi a credito di imposta sostitutiva quando gli acconti versati superano il dovuto, e quel credito si usa esattamente come gli altri.
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