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IVA per cassa

Regime opzionale in cui l'IVA diventa esigibile al momento dell'incasso e detraibile al momento del pagamento, entro il limite di un anno.

Nel regime ordinario l'IVA di una fattura va versata nella liquidazione del periodo in cui l'operazione è stata effettuata, anche se il cliente non ha ancora pagato. Con l'IVA per cassa, chiamata anche regime di cassa, l'imposta diventa esigibile solo quando si incassa. È un regime opzionale pensato per chi ha clienti lenti a pagare e non vuole anticipare imposte su soldi mai visti.

Chi può sceglierlo

L'opzione è riservata a chi ha un volume d'affari non superiore a due milioni di euro. Si esercita con il comportamento concludente e va comunicata nella dichiarazione IVA annuale. Vale per tutte le operazioni, non si può scegliere cliente per cliente, e vincola per almeno un triennio salvo il superamento della soglia.

Il limite di un anno

Il rinvio non è illimitato: trascorso un anno dall'effettuazione dell'operazione, l'IVA diventa comunque esigibile anche se il cliente non ha pagato. Il termine non si applica se nel frattempo il cliente è stato assoggettato a una procedura concorsuale. È il dettaglio che ridimensiona il vantaggio con i clienti davvero insolventi: dopo dodici mesi l'imposta va versata lo stesso.

La contropartita sugli acquisti

Il regime è simmetrico: anche la detrazione dell'IVA sugli acquisti slitta al momento in cui si paga il fornitore. Chi acquista molto a credito e incassa velocemente può quindi trovarsi in una posizione peggiore rispetto al regime ordinario. Il conto va fatto sui propri numeri, non sull'idea generale che rinviare sia sempre meglio.

Cosa scrivere in fattura

Il documento riporta l'indicazione che si tratta di operazione con IVA per cassa, con il riferimento normativo. Il cliente, dal canto suo, detrae l'imposta secondo le regole ordinarie: il regime riguarda chi lo ha scelto, non chi riceve la fattura.

Le alternative

Chi ha problemi di incasso può agire anche a monte: acconti alla conferma, proforma prima dell'emissione per le prestazioni di servizi, interessi di mora indicati in contratto, solleciti puntuali. Per i professionisti la fattura si emette già all'incasso, quindi il problema si pone soprattutto per chi cede beni.

Come funziona in ProFattura

Gli incassi si registrano sul documento e il quadro di quanto è stato effettivamente pagato resta sempre visibile, comprese le fatture scadute da sollecitare. Sul recupero dei crediti c'è la guida sulle fatture non pagate.

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Voci correlate

  • Aliquota IVA — La percentuale di IVA applicata a un'operazione: in Italia 22% ordinaria, più le ridotte al 10, 5 e 4 per cento per beni...
  • Interessi di mora — Interessi dovuti dal cliente in ritardo nei pagamenti: decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza, se...
  • Proforma (fattura pro forma) — Documento che anticipa il contenuto di una fattura senza averne valore fiscale: non si invia a SDI, non fa nascere l'IVA...
  • Volume d'affari — Somma delle operazioni attive registrate nell'anno solare ai fini IVA, al netto delle cessioni di beni ammortizzabili.

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